Capitolo 2

foto capitolo 2

 

Tengo pronto lo zaino nel caso dovessi lasciare l’appartamento e darmela a gambe. Dentro ci ho messo quello che potrebbe servirmi in caso di emergenza: mutande di ricambio, calzini, un asciugamano (come suggerisce la Guida Intergalattica per Autostoppisti), una bottiglia d’acqua, un coltellino svizzero e un cacciavite (non perché mi aspetti di svitare qualcosa, non sono mica McGyver, ma è l’unico oggetto che somigli a un’arma vera che ho trovato in casa. A parte il coltello per tagliare la carne. Ma quello lo tengo a portata di mano). Volevo metterci anche la torcia elettrica a dinamo che ho comprato dai cinesi, ma fa troppo rumore e l’ho tolta. Ho pensato di sostituirla con quella a batteria, ma ho scoperto piuttosto presto che gli alieni non apprezzano le luci accese di notte. Quindi nulla, al massimo userò la torcia del cellulare. Ho riservato altro spazio per: cerotti e bende; assorbenti; un paio di forbici; un rotolo di carta igienica; un plaid; un giubbotto sottile dotato di tasche. Non ho messo cibo, fa tutto troppo rumore. Aprire un pacchetto di cracker potrebbe segnare la mia fine. In qualche modo mi arrangerò.

Stranamente non ci è stata tagliata la corrente, né la fornitura d’acqua. Sul web ci sono state diverse discussioni sull’argomento e alla fine abbiamo concluso che no, gli alieni non hanno particolare interesse a tenerci in vita e no, non si sono dimenticati di tagliarci i rifornimenti. Se Guglielmo di Ockham aveva ragione, la spiegazione più semplice è che il nostro sistema elettrico, idrico e fognario in qualche modo serve anche a loro. Di conseguenza ci si può tranquillamente abbeverare dal rubinetto, ci si può lavare, si può fare il bucato (ma non con la lavatrice, la centrifuga fa troppo rumore), si possono mettere in carica tutti gli oggetti elettronici che abbiamo, si può anche cucinare perché il gas non manca (sconsiglio i cibi che sfrigolano, troppo rumore), si può usare internet perché la linea telefonica funziona (anche se è meglio staccare il telefono: se squilla, ripeto SE squilla, fa troppo rumore) MA non si può tenere la luce accesa la sera perché questo ci rende individuabili, come è facile comprendere. Al tramonto scatta il coprifuoco, tutti a nanna.

La mia misera vita quindi procede così: colazione a base di tè; bucato a mano (non ho idea di cosa succederà quando dovrò lavare le lenzuola); pulizia generale della casa (fuori c’è l’apocalisse ma non significa che dobbiamo vivere come bestie); collegamento a internet, unico contatto col mondo esterno, per intercettare le ultime news e partecipare ai forum di discussione (pc e cellulare sono sempre in carica); pranzo a metà pomeriggio a base di ciò che può bollire in acqua (i primi giorni avevo cotto le verdure al vapore, poi non sono più uscita di casa, quindi ora mi limito a mangiare pasta e riso bolliti, 40 grammi al giorno: ho dovuto razionare le scorte, ovviamente; quanto vorrei una bella bistecca); un po’ di yoga per mantenere i muscoli tonici; internet fino al tramonto. E poi cercare di dormire, anche se non si è fatto praticamente nulla per tutto il giorno.

Non c’è bisogno di uscire per procurarsi l’acqua, che scorre potabile dai rubinetti. Questa storia dell’acqua è strana: è l’unica cosa che può fare tutto il rumore che vuole senza scatenare l’ira aliena. I ragazzi di internet dicono che forse gli invasori non ne sono infastiditi perché l’acqua è un elemento naturale e in quanto tale non viene necessariamente associato alla presenza di umani. Non mi hanno convinta fino in fondo, ma tant’è.

L’unica cosa che so è che la seconda sera, quando c’è stata la pausa dopo il primo attacco ed era già chiaro che era meglio non farsi notare troppo se si voleva salvare la pellaccia, i miei vicini (un’adorabile coppia sull’orlo della pensione che occupavano l’appartamento alla sinistra del mio) hanno tirato lo sciacquone del gabinetto tipo 4 volte e non è successo nulla. È stato quando lei ha avuto un attacco isterico e si è messa a piagnucolare che è arrivato il disco volante e ha fatto saltare in aria l’appartamento.

In quel momento ho avuto l’impressione che il rumore non fosse troppo gradito.

Sono quasi 2 mesi che non parlo con nessuno.

Annunci

2 thoughts on “Capitolo 2

  1. lampadine led ha detto:

    un bel modo di scrivere, scorrevole e conivolgente, in bocca al lupo

  2. Nina ha detto:

    crepi, spargi la voce e torna a trovarmi!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: