Capitolo 5

foto capitolo 5

 

Non so come ho fatto a trattenere l’istinto di chiedere “Chi è?”: sarebbe stata una domanda cretina, visto che il soggetto che si trovava oltre la porta stava facendo di tutto per sfondarla. Mooolto lentamente sono tornata nell’ingresso di casa. Continuavo a stringere il telefono in mano, talmente forte che ad un certo punto l’ho sentito scricchiolare. Mi sono avvicinata alla porta ma non sapevo se guardare nello spioncino oppure no. Chi c’era dall’altra parte? Qualcuno che conoscevo? Qualcuno che aveva bisogno di aiuto? Perché non parlava? Perché non suonava il campanello? Perché cercava di aprire la porta?

Poi i colpi si sono interrotti ed è sceso il silenzio. Tutto è diventato immobile. Io nell’ingresso, al buio, col telefono in mano. Oltre la porta nessun rumore, né respiro affannato, né passi che si allontanavano. Fuori, solo l’eco di esplosioni e urla. Interminabili secondi sono passati. Ho fatto un passo in avanti e ho appoggiato una mano alla porta. Respirato profondamente. Accostato l’occhio al vetro.

Non c’era nessuno. Vedevo solo le scale e le porte degli appartamenti vicini. Chiunque fosse, probabilmente aveva rinunciato e se ne era andato. O forse no. Ad un’occhiata più attenta potevo vedere delle ombre muoversi, come se qualcuno stesse girovagando per i piani del palazzo proiettando oscurità sulle pareti. Ad un tratto un’esplosione fortissima all’esterno mi ha fatto voltare verso la finestra. Stavolta avevano colpito davvero vicino. Potevo sentire le urla delle persone come se fossero a 20 metri da me. Poi ho sentito un boato, come se un palazzo stesse crollando, poi un’altra esplosione. La cosa inquietante era che dalla finestra del bagno si vedeva solo buio, mentre dalla camera, nella parte opposta dell’appartamento, percepivo dei bagliori che si accendevano e si spegnevano a ritmo irregolare. Se tengo le luci spente magari non sapranno che sono qui, ho pensato. Sono ritornata alla porta e ho accostato di nuovo l’occhio allo spioncino. Stavolta due grandi occhi alieni mi fissavano dalla parte opposta. Il mio diaframma si è bloccato, forse anche il cuore ha smesso di battere e gli occhi non mi si sono sparati fuori dalle orbite solo per un caso fortuito. Gesù santissimo. Mi vede attraverso lo spioncino? Mi legge la mente? Percepisce la mia presenza? Poi ho smesso anche di pensare. Non volevo dare nessun indizio della mia esistenza. Un ninja. Sparire come un ninja. I ninja, per definizione, non ci sono.

Mi sono annullata mentre, in preda al terrore, non riuscivo a staccarmi dalla soglia; mi sono scostata leggermente solo quando l’alieno ha ripreso a battere i pugni sulla porta e a manovrare furiosamente la maniglia. Cazzo, è più alto di me, ho pensato. È grigio e più alto di me. Testa grossa, occhi grandi e obliqui, corpo slanciato e massiccio. L’ho sentito ringhiare, e ho visto che ha proprio sollevato un labbro e mostrato i denti, in preda alla frustrazione.

I colpi si sono fermati solo quando è apparso un altro alieno alle sue spalle che ha attirato in qualche modo la sua attenzione e con un leggero movimento della testa gli ha comunicato che era il momento di andare. Quando ho sentito il sibilo di un disco volante allontanarsi sono crollata a terra in preda alla tremarella. Non avrei dovuto fare la stronzata di abbandonare kick-boxing in favore della danza del ventre nella speranza di trovare un fidanzato. Sono più alti e forti di noi, in barba al senso comune. Più difficili da sopraffare nel corpo a corpo. Questi ci panano il culo e se lo cucinano al forno, è stata la mia considerazione finale.

 

L’alieno è tornato, verso la fine della Seconda Ondata. Avevo ancora la porta chiusa, per fortuna. Da allora viene a trovarmi tutti i martedì. I nostri “incontri” sono diventati più piacevoli. Ha smesso di colpire l’uscio, ma continua ad avere il sospetto che ci sia qualcuno nell’appartamento. Non sarò io a convincerlo del contrario. Lo fisso dallo spioncino per tutta la durata della visita (che in genere dura un paio d’ore), mentre i suoi compari gironzolano per il palazzo alla ricerca di chissà cosa. Lui non lo sa, ma gli basterebbe abbassare la maniglia per entrare. Comunque non capisco perché non polverizzi la porta. Eppure è armato, si vede chiaramente. Anche io sono armata, oh sì. Ho un bel coltello da carne che ho trovato nel secondo cassetto della cucina, che utilizzavo per tagliare il petto di pollo per cucinarlo col curry e che non aspetta altro di venire conficcato nel cranio di qualche fottutissimo alieno di merda. Indovinate chi è in cima alla lista dei preferiti?

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