Capitolo 20

foto capitolo 20

 

La buona notizia è che sto meglio. Quando io e il botolo, qui, ci siamo svegliati mi sono limitata a prendere il paracetamolo (l’ho mandato giù con un tè ai frutti di bosco) e poi mi sono buttata sotto la doccia.

C’è solo una parola per descrivere cosa si prova a fare una doccia mentre un alieno ti guarda dall’esterno del box: inquietudine. Hitchcock mi fa una pippa, lui e la sua scena con la tizia che urla mentre viene accoltellata e tutto.

Ho raccolto i capelli in attesa che si asciugassero e mi sono collegata a internet per comunicare ai ragazzi tutte le informazioni riguardanti le covate e la corrente elettrica e l’acqua. Non c’è bisogno di dire che ho destato un interesse elevatissimo.

Dopodiché ho rassettato casa cercando di mettere in ordine anche le idee, ma lo sforzo è stato inutile: l’alieno mi seguiva ovunque e osservava attentamente qualunque mia mossa. Per di più è anche cresciuto durante la notte, almeno di 10 centimetri. Ed è cresciuto ancora il giorno seguente, e quello successivo.

Ieri era giovedì e avevo il terrore che potesse sentire una specie di richiamo primordiale e in qualche modo tradisse la mia presenza. Invece il disco volante è passato accanto alla finestra un paio di volte come sempre e il grigio non ha avuto alcuna reazione.

La cattiva notizia è che non so come comportarmi con lui. È che non capisco cosa gli passa per la testa. Non è particolarmente affettuoso, né vivace. Sta lì e mi guarda. Mi fa un po’ schifo toccarlo. Sembra uno di quei gatti senza peli, con tutto il rispetto per gli sphinx che sono delle bestiole dolcissime e adorabili. Ho provato a dargli da mangiare, ho cucinato 10 grammi di riso in più apposta per lui, ma l’ha rifiutato, brutto ingrato. Ho cercato di farlo bere avvicinando un bicchiere d’acqua alle sue labbra, ma ha reagito come se l’acqua puzzasse. Ho paura di stimolarlo. Non vorrei diventasse troppo intelligente, ammesso che non lo sia già. Quindi, mentre io discuto il da farsi coi ragazzi di internet, lui mi siede accanto senza darmi troppo disturbo.

La sera stendo una coperta a terra, lui si sdraia lì ma sono abbastanza sicura che non dorma. Assume quella posizione solo per imitare me. Mi addormento sul divano dopo ore di veglia, senza mai sentirlo muoversi.

Mi chiedo cosa succederebbe se dichiarassi al mondo di avere un alieno in casa. Potrebbe essere divertente, ma per ora non lo farò.

Nel frattempo sul web si sono davvero scatenati: dopo che ho condiviso le informazioni sono nati spontaneamente gruppi di persone che si avventurano alla ricerca di covate per fare una strage. È bastato il passaparola. Qualcuno ha girato la voce anche all’estero. Tutti si stanno organizzando, qualcuno ha anche iniziato, qualcun altro ci ha già lasciato la pelle. Non mi sento particolarmente in colpa, ho solo inoltrato l’informazione, le persone sono libere di fare quello che vogliono, nei limiti delle circostanze, e se ritengono che possa valerne la pena facciano pure. Nonostante questo, continuo a pensare che non sia una buona idea. Innanzitutto perché potrebbe scatenare la furia aliena per la terza volta e poi perché si tratterebbe comunque di piccole azioni dimostrative che non servirebbero a sferrare un duro colpo alla potenza extraterrestre, se non a livello morale. Insomma, tolte delle uova se ne possono mettere delle altre. E noi possiamo andare a spegnerle un milione di volte ma saremmo comunque punto e a capo. Ho cercato di farlo notare ma ovviamente ora non mi ascolta più nessuno, soprattutto dopo che uno dei ragazzi mi ha scritto sulla bacheca di Facebook “E allora quale alternativa proponi?” e io non ho saputo cosa rispondere. Vabbè, non posso mica sapere tutto. Ci devo pensare.

Potrei lavorarci con Botolo, qui. Ok, forse non dovevo dargli un nome, è il primo passo verso l’affezione e questo è moooooooooolto male. In realtà non voglio legarmi a lui, ma voglio che lui si leghi a me. In fondo è bastato poco per conquistare l’alieno ballerino e questo mi ha salvato la vita. Sì, farò così, devo portare Botolo dalla mia parte perché può tornarmi utile, e questo prima di martedì, quando il solito grigio verrà a bussare alla mia porta.

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3 thoughts on “Capitolo 20

  1. rabb72it ha detto:

    Botolo… un nomignolo rassicurante… almeno fino a che sta sotto il metro.
    Grosso modo di quanti capitoli è composto il romanzo? Più di 50?
    No, giusto per farsi un’idea.
    ^_^

    Tanto lo so che non me lo dirai.

  2. ninettavostra ha detto:

    saranno circa 52, si finisce a fine anno!

    • rabb72it ha detto:

      Bene, almeno so che mi farai compagnia ancora per un bel pezzo. ^_^
      Mi sta piacendo proprio tanto questo romanzo.

      È ora che lo segnalo anche sul blog.
      Ma dal primo capitolo, mica glielo dico prima che per sapere come finirà dovranno, anzi dovremo, aspettare sei mesi. 😀

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