Capitolo 27

foto capitolo 27

 

“Trovate una covata.

Non tagliate i cavi della corrente e dell’acqua: le uova uccise vengono sostituite con altre uova.

Cercate i cavi della corrente a cui la covata è collegata, seguiteli, arrivate al contatore.

Aumentate il voltaggio, in modo che i cuccioli crescano più velocemente.

Fatevi trovare lì quando le uova si schiuderanno.

Stabilite il primo contatto con tutti i cuccioli.

Non abbiate paura, sono disarmati e confusi. Grazie all’imprinting si affezioneranno immediatamente a voi.

Portateli in un posto sicuro, un magazzino, un hangar, quello che vi pare, purché sia abbastanza grande da contenerli tutti.

Addestrateli a fare quello che volete voi: inizialmente si limiteranno a imitare il vostro comportamento, poi impareranno a ubbidire agli ordini.

Usateli per attirare gli alieni adulti che deruberete di tutte le armi e dei dischi volanti.

Gli adulti non attaccheranno mai i cuccioli: potete anche usarli come “scudo alieno”.

Sono fedeli a voi e se glielo chiedete faranno fuoco senza pietà.

Sono in grado, per istinto, di guidare le astronavi, per vostra informazione.

Capiscono quello che gli diciamo.

Puntate sull’effetto sorpresa.

Siate veloci.

Più covate trovate, più alieni abbiamo dalla nostra parte.

Prima ci muoviamo, prima mettiamo fine a questa invasione insulsa.”

Invio.

 

Alberto mi fa cenno di seguirlo. È buio da un po’. Se ci muoviamo nell’ombra senza passare sotto la luce dei lampioni ancora funzionanti e se rimaniamo sull’asfalto senza calpestare foglie o detriti, possiamo muoverci abbastanza velocemente. Attraversiamo la strada e ci dirigiamo verso un’apertura nella recinzione perimetrale di un’ex acciaieria. Le strutture al cui interno un tempo si trovavano i forni sono ancora in piedi, sono enormi e si trovano in un posto isolato. Ci fermiamo per qualche secondo, per essere sicuri di non sentire nessun sibilo in avvicinamento. Poi ci arrampichiamo lentamente su una collinetta, la superiamo e ci avviciniamo a una delle strutture. Percorriamo diversi metri al buio lungo la parete, fino ad arrivare a un’enorme porta scorrevole, da cui una volta accedeva la locomotiva che trasportava le merci, che è rimasta leggermente aperta, dopo che i cinesi hanno smontato le apparecchiature interne per portarle in Asia, dove immagino le abbiano ricostruite e utilizzate fino all’invasione. Strisciamo all’interno.

Centinaia di migliaia di occhi si girano a guardarci: sono di tutti i cuccioli che abbiamo trovato nelle covate situate nel condominio sopra il nostro rifugio. La ronda qui passava il mercoledì, ed è stato interessante poi scoprire che

1)      una volta che le uova sono schiuse, non vengono sostituite da altre e

2)      una volta che i cuccioli sono nati, la ronda in quella zona non viene più effettuata.

Le teste sono illuminate dalla luce della luna che penetra dall’esterno attraverso aperture nel tetto di quello che resta dell’edificio. Alberto sale su quello che una volta doveva essere un tavolo da lavoro e mi aiuta a fare lo stesso. Da lì tutti i cuccioli lo vedono. Allarga le braccia e le porta verso l’alto, e tutti i cuccioli fanno lo stesso. Utilizza questa posizione come punto di partenza per una serie di figure di karate che loro imitano alla perfezione (è stato istruttore per 6 anni, mi ha spiegato).

Sorrido. Non so cosa veda lui, se dei bravi imitatori o degli allievi al terzo dan.

Io vedo un esercito con i controcazzi.

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