Capitolo 35

foto capitolo 35

 

Non sappiamo cosa fare. Scappare? Dividerci? Rimanere dove siamo? Potrebbe essere Fred. Non abbiamo fatto rumore, non capisco come abbiano potuto individuarci. Spero proprio che sia Fred. Deve essere Fred. Ma non è lui: non appena il disco volante appare davanti ai nostri occhi, sento quel rumore da jet in fase di decollo. Porcaputt. Ce la diamo a gambe, in tre direzioni diverse: il colpo va a vuoto ma crea una grossa voragine al centro della strada. Sarà difficile tornare in quelle case senza passare sui detriti. Non vedo più Alberto e mio fratello, mi sembra di essere rimasta l’unica idiota in mezzo alla strada. Infatti il disco manovra e punta su di me caricando il proiettile in canna e stavolta non so proprio come fare, dove andare. Un attimo prima che parta lo sparo vengo travolta da mio fratello che mi scaraventa a lato della strada e mi salva la pellaccia. Ci alziamo in piedi giusto in tempo per sentire caricare un altro colpo che fa più rumore dei precedenti. Non abbiamo il tempo di spostarci. Ci abbracciamo e chiudiamo gli occhi nell’esatto momento in cui esplode un fortissimo boato.

Ma non succede nulla. Apriamo gli occhi e vediamo una seconda astronave, che però non punta su di noi: si limita ad assistere nella caduta la prima, che è stata colpita duramente e ora è fuori controllo. Dopo un paio di volute, si schianta fragorosamente sulle case che abbiamo appena perlustrato. Grazie mille. Il disco che è venuto in nostro soccorso atterra e ne scendono due alieni armati di polverizzatore che si avvicinano al relitto per assicurarsi che non ne emerga nessun sopravvissuto. Dopodiché uno dei due risale sulla sua astronave, l’altro si dirige verso di noi, si avvicina a mio fratello e lo guarda con curiosità, poi gli poggia le dita sul viso come aveva fatto Fred con me. Intanto Alberto si palesa, chissà dove si era nascosto. Beh, è stato più furbo di noi, questo è sicuro. L’alieno stacca le dita dal viso di mio fratello, l’altro scende dal disco e viene a consegnarci tre polverizzatori: ottimo, ora ne abbiamo uno per ogni componente del gruppo. Dopo un breve cenno di saluto, i due risalgono sul loro veicolo e se ne vanno.

Riprendiamo la nostra silenziosa corsa verso la base e nel giro di un’ora arriviamo alle cantine dove troviamo Teo e Patrizia, preoccupatissimi perché hanno potuto sentire le esplosioni dell’attacco persino da lì. Se avessimo tardato ulteriormente, ci avrebbero dato per spacciati. Grande stupore davanti alla quantità di provviste che abbiamo recuperato. Decidiamo di festeggiare e di esagerare con le quantità: ognuno si avventa su un’intera scatoletta (il tonno al naturale non è mai stato così buono).

Mentre mangiamo chiedo a mio fratello quali impressioni si è scambiato con l’alieno che è entrato in contatto con lui. “Beh, innanzitutto mi ha salutato con un «Ciao Madre»”, mi dice ridendo.

Da quando ci avete consegnato, siamo stati assegnati quasi tutti alle navi operative. L’ordine dei nostri Re è perlustrare ogni giorno il pianeta alla ricerca di rifugi umani per scovare sacche di resistenza da distruggere: la loro vendetta è farvi uccidere da coloro che voi avete allevato. In realtà ci limitiamo a tracciare quali sono i luoghi occupati dagli umani in modo da poterli proteggere.

Obbediamo sempre ai Re, tranne quando ci chiedono di attaccarvi. Non potremmo mai farvi del male. Come loro non possono farne a noi, a meno di un grosso disagio fisico ed emotivo. Ogni volta che qualcuno di loro uccide uno di noi, la connessione neuronica che ci lega muore. Questo è molto doloroso, in tutti i sensi. È una sofferenza che sentiamo anche noi ogni volta che un umano viene ucciso. La manifestazione esteriore di questa sofferenza potrebbe farci scoprire, quindi dobbiamo stare molto attenti.

Siamo tutti in collegamento con il nostro leader, colui che per primo ha preso contatto con voi. Come vedi siamo in grado di difendervi, possiamo intervenire in qualunque momento. Insieme possiamo costringere gli invasori ad andarsene.

Ma siamo pochi. Dovete consegnare gli altri nostri fratelli, tutti quelli che avete preso voi e tutti quelli che sono stati presi da altri umani. Abbiamo bisogno di occupare molte posizioni strategiche, in modo da aiutarci l’un l’altro in questa missione. Solo così potremo avere successo.

Potete fidarvi di noi. Mi sei mancata. Sono felice di averti ritrovato.

A quanto pare i nostri cuccioli non sono in grado di distinguere il genere sessuale degli umani. Come biasimarli? Anche a noi loro sembrano tutti uguali.

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