Capitolo 37

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Passano ore, durante le quali mi sono chiesta se fosse il caso di scendere dal veicolo e danneggiare in qualche modo i dischi volanti parcheggiati intorno a me. Poi mi sono resa conto che a) non sono poi così sicura che fuori da qui ci sia sufficiente ossigeno per respirare e comunque b) non potrei aprire il portellone perché il touch screen dell’astronave non risponde ai comandi umani. Quindi mi sono limitata a osservare, senza dare nell’occhio, gli alieni che in più di un’occasione si sono palesati per salire sui loro veicoli e lasciare l’hangar. Rassegnata, mi sono seduta in un angolo cercando di dormire ed eccomi qui, con un gran mal di schiena perché la posizione è piuttosto scomoda e la mente affollata da pensieri. Perché il cucciolo mi ha lasciato qui? Cosa starà combinando? Starà cercando Fred? E se invece volesse vendermi ai Re? O se stesse contrattando per farmi prigioniero politico? Quanto potrei valere? Non molto, credo. Mi tortureranno? Mi faranno secca? Possiamo davvero fidarci di questa gente? Questa domanda sta diventando un tormentone.

Chissà i ragazzi cosa staranno pensando. Saranno preoccupati? Beh, io lo sarei. Spero che non si inventino qualche cazzata per venire a recuperarmi. O forse spero di sì. Oddio, la testa mi scoppia di menate.

Mentre arrivo alla conclusione che potrei non aver fatto una scelta razionale e che col senno di poi vorrei tanto essere da un’altra parte, mi accorgo di un certo movimento dell’hangar: un alieno è entrato correndo e si dirige verso il mio disco! Cosa succede? Cosa faccio? Sono anche disarmata, cazzo, altro che “missione esplorativa”! Dov’è il mio coltello da carne quando ne ho bisogno?

Il portellone si apre e l’alieno entra, e solo allora mi accorgo che è il mio cucciolo, sono talmente in preda al panico che non l’ho nemmeno riconosciuto! Non mi considera neanche mi striscio, riattiva il veicolo e ci allontaniamo con una certa fretta dall’hangar. Mi guardo intorno per capire se siamo inseguiti, sembra di no ma non si può mai dire. Il nostro disco accelera sempre di più mentre ci dirigiamo verso l’uscita. Vorrei chiedere all’alienino che diavolo sta succedendo ma tanto non potrebbe rispondermi, o forse sì, comunque il punto è che in questo momento mi sembra troppo impegnato per discutere: anche lui si guarda in giro nervosamente, poi dà un comando sullo schermo e l’astronave diventa di colpo un siluro lanciato alla massima velocità tanto che, siccome non ho modo di reggermi a nulla, vengo spinta contro la parete in fondo. Il cucciolo invece non si schioda di un millimetro e comincio a chiedermi se abbia delle ventose sotto le piante dei piedi. La nostra uscita di scena diventa una fuga precipitosa e una volta fuori dall’astronave madre l’accelerazione continua costantemente. Mi riavvicino faticosamente al mio compagno di viaggio. Vorrei fargli un milione di domande:  da cosa stiamo scappando? E perché non ci insegue nessuno?

Non appena ci avviciniamo all’atmosfera terrestre sento dei rumori fortissimi attorno al disco e urlo “CI COLPISCONO! CI COLPISCONO!”. Poi però mi sento scema perché intorno a noi c’è il nulla e solo allora capisco che il rumore è dovuto al fatto che abbiamo superato di diversi Mach la velocità del suono. Manovriamo per ruotare attorno al pianeta e improvvisamente una luce accecante si illumina alle nostre spalle, come quella di un’esplosione atomica. Appena tutto torna visibile mi volto e vedo che l’astronave madre da cui siamo usciti è esplosa in milioni di pezzi. Poi un’altra luce proviene da un’astronave altrettanto grande a qualche chilometro di distanza. Poi un’altra. Poi un’altra ancora. Con mia grande sorpresa, mentre ci allontaniamo gran parte dell’armata che si stava preparando all’invasione salta per aria.

Mi volto lentamente verso il cucciolo. Lui mi restituisce un ghigno quasi divertito. Brutto piccolo figlio di buona aliena. Macomecaz hai fatto? Voglio dire, DA SOLO hai tirato giù metà dell’esercito invasore. Mi fai paura. E sono anche preoccupata: possibile che questa masnada di mostri del cazzo sia così imbecille da avere un punto debole tale da mandare all’aria mezza flotta? Non posso crederci. Che figura. Spero che si vergognino.

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