Capitolo 44

foto capitolo 44

La prima cosa che noto uscendo dalle cantine è il rumore.

Non ci sono solo esplosioni e sibili di astronavi, ma persiste anche un mugolio che inizialmente non riesco a identificare, anche se mi sembra familiare. Punto il polverizzatore davanti a me, ma vado subito in crisi: ci sono alieni ovunque che si ammazzano l’un l’altro e non riesco a distinguere il buono dal cattivo, quindi non so a chi sparare. E se uccidessi uno dei cuccioli? No, non potrei perdonarmelo, ognuno di loro è troppo importante e questo è un errore che non devo fare, non oggi. Cerco mio fratello e vedo che è in preda ai miei stessi dubbi: ha il polverizzatore puntato ma non fa fuoco, almeno non fino a quando un alieno non gli punta la propria arma contro. Ok, in questo caso l’indizio era piuttosto evidente, ma il dubbio permane.

Decido allora di spostare la mia concentrazione verso il cielo: i dischi volanti sono numerosi e puntano le loro armi verso terra: senza alcuna esitazione inizio a sparare verso di loro e subito riesco ad abbatterne due (colpi fortunati, devo dire; in genere la mia mira non è così buona. L’adrenalina fa miracoli) col risultato di attirare l’attenzione degli altri su di me e questo non va bene. Me la do a gambe verso l’acciaieria, sperando di portarli lontano dall’azione, e mi butto dietro le macerie dell’edificio in cui avevamo nascosto i cuccioli. Sorprendentemente, vi trovo un paio di alieni che hanno avuto la mia stessa idea. Esplodiamo alcuni colpi verso le astronavi riuscendo a fare parecchi danni, poi punto il polverizzatore verso l’ennesimo veicolo ma l’alieno accanto a me mi blocca: non ho il tempo di chiedermi cosa stia succedendo perché il disco a cui miravo si mette a sparare all’impazzata sugli altri dischi e li abbatte tutti nel giro di pochi minuti. Wow. La buona notizia è che abbiamo anche noi l’artiglieria pesante. La brutta notizia è che non riusciremo a distinguere nemmeno l’astronave buona da quella cattiva. A questo punto non ha senso che io stia qui: gli alieni che sono con me sono in grado di fare questa distinzione, quindi è meglio che se ne occupino loro.

Lascio la postazione anche perché sembra che la situazione si sia calmata: mi guardo intorno e vedo che i cuccioli stanno abbassando le armi e tutti i miei amici sono ancora interi. Mi chiedo quanti colpi abbiano sparato. Ma non c’è tempo per rilassarsi: dal nulla appare una gigantesca astronave – così come usa ora, niente più sibili di avvicinamento – che partorisce astronavi più piccole, alcune delle quali prendono a spararci addosso, altre invece atterrano e scaricano alieni che puntano su qualunque cosa si muova. I cuccioli reingaggiano battaglia, poi uno di loro viene colpito e polverizzato ed ecco di nuovo quel rumore che prima non riuscivo a identificare: tutti i nemici interrompono quello che stanno facendo ed emettono un lunghissimo e acutissimo ululato.

Improvvisamente mi vengono in mente due cose: la prima è che avevo sentito lo stesso suono quando hanno ucciso Botolo; la seconda è che Fred mi aveva raccontato che per la loro razza uccidere un loro simile era un atto di estrema sofferenza. Questa deve essere l’espressione di quel dolore, e la emettono tutti insieme, interrompendo ogni attività. Ciò non riguarda invece i cuccioli che non solo non emettono un bel niente ma ne approfittano per sparare a tutti gli alieni ululanti.

Questa è un’informazione importantissima perché ci dà modo di capire chi è dalla nostra parte e chi no. Non solo, anche alcuni dei dischi volanti partoriti dall’astronave gigante sembrano rivoltarsi contro di lei e contro i propri simili, il che significa che chi li sta pilotando era sotto copertura e ora sta mostrando la sua vera natura. Non so gli altri, ma io mi sento meno sola. Torno accanto ai miei amici, cercando di non espormi troppo e lasciando che i cuccioli facciano quello che sanno fare meglio, aspettando il prossimo ululato per poter far fuori quanti più nemici possibile, anche se questo significa aver perso uno dei nostri.

Ma nel giro di pochi minuti mi assale la sensazione che ce la stiamo cavando fin troppo bene. E infatti il ritmo con cui nuovi nemici vengono scaricati dalle astronavi giganti comincia ad aumentare.

Beh, cosa potevo aspettarmi? Nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile.

 

Annunci

2 thoughts on “Capitolo 44

  1. rabb72it ha detto:

    Fammi capire… se alieno accoppa alieno traditore sta male, se alieno traditore accoppa alieno… no perché loro starebbero male ad accoppare gli umani che considerano la loro famiglia?

    Va be’ rileggo che magari mi sono persa dei pezzi.

  2. ninettavostra ha detto:

    hai capito giusto!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: